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Titina Maselli

Titina Maselli

3 dicembre 2016 / 19 marzo 2017

a cura di Chiara Bertola

 

Elegante e cosmopolita, Titina Maselli (Roma, 1924 - 2005) è tra le pittrici italiane più originali del Novecento. La sua è un’arte controcorrente. Rifiuta scelte di comodo, non asseconda la moda del momento e i dettami del mercato: non ha una galleria di riferimento.   Esprime una personalità fuori dal comune, tanto che il ‘personaggio Titina’ oscura la sua raffinata produzione, rimasta sconosciuta per molto tempo al grande pubblico e quasi ignorata dalla critica.   Spirito libero, Titina è un‘artista non catalogabile. A chi le chiedeva che cosa fosse l’arte, rispondeva: «L’unica giustificazione».  

La Fondazione Querini Stampalia le ha dedicato un’antologica a cura di Chiara Bertola che ne ha ricostruito la poetica attraverso una trentina di opere che hanno ripercorso temi e modi del suo personalissimo linguaggio.  

 

In mostra una scelta di opere ad olio e ad acrilico degli anni Cinquanta e Sessanta, tutte caratterizzate da un'attenzione materica e pastosa mutuata dall’espressionismo romano, tra cui le immagini dei calciatori in azione tratte dai giornali sportivi, dei grandi cieli notturni contemporanei, della sua città.  

 

Con la mostra su Titina Maselli, la Fondazione Querini Stampalia ha proseguito il proprio percorso nel solco di un lavoro sull’eredità culturale, che vuole recuperare esperienze cadute nell‘oblio o non troppo viste né studiate.

 

Raccogliere eredità sfuggite o sommerse significa fare i conti con il presente e con quella parte di passato che non passa; significa costruire nuove categorie e darsi nuova vitalità, per far fronte a quel vuoto di senso che sembra aver inghiottito il mondo.  

 

La mostra è stata resa possibile grazie al supporto della Galleria Massimo Minini di Brescia.

 

Immagini dell'esposizione

La Ville II, 1971
Titina Maselli
La Ville II, 1971
Titina Maselli - comunicato stampa
 
Titina Maselli - opere in mostra
 
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Crediti del sito web

Design
Studio Camuffo

Sviluppo
Alvise Rabitti
Giovanni Rosa