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Kiki Smith
Kiki Smith, Io (seated), scultura in porcellana con gioiello, 2005
Kiki Smith, Io (seated), scultura in porcellana con gioiello, 2005

L'opera è stata donata dall'artista in ricordo della mostra Homespun Tales. Storie di occupazione domestica realizzata nel 2005 in concomitanza con la 51^ edizione dell'Esposizione Internazionale d'arte de La Biennale di Venezia.

 

Si trattava di un progetto specificamente pensato dall'artista per la Fondazione Querini Stampalia e ispirato alla ricca collezione di ritratti femminili presenti nel Museo, antica dimora della nobile famiglia veneziana. Per quell'occasione Kiki Smith aveva prodotto una ventina di sculture in porcellana bianca, donne animate da gestualità e pose differenti che evocavano le dame del Settecento ritratte da Pietro Longhi o le Sibille esposte nella sala della Mitologia. Erano state allestite una accanto all'altra su un lungo tavolo di legno nella grande sala centrale del terzo piano e tutte insieme abitavano con famigliarità e semplicità uno spazio domestico come inquiline di un tempo a-storico: madri e figlie, donne visionarie, guardiane del tempo, sognatrici, donne giocatrici e intriganti, donne rassicuranti e amanti...Ciascuna di essa portava con se' una storia e insieme formavano un racconto narrato attraverso il tempo, come un filo che tiene insieme il passato e il presente, la realtà e il sogno.

 

La scultura Io risale al tempo della mostra veneziana di Kiki Smith pur non essendo stata esposta in quell'occasione e si riferisce al mito di Io e Giove raccontato da Ovidio nelle 'Metamorfosi', narrato in tante opere dell'antichità. Si tratta del ritratto di una delle molte amanti del dio che, per possederla senza essere scoperto dalla moglie Era, si trasforma in una nube che la avvolge. In questa interpretazione contemporanea però la nube è tra le mani della giovane donna che sembra giocare con un intreccio di fili quasi a voler dare loro forme e interpretazioni diverse.

© FONDAZIONE QUERINI STAMPALIA ONLUS, PARTITA IVA 02956070276 - CREDITI
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Crediti del sito web

Design
Studio Camuffo

Sviluppo
Alvise Rabitti
Giovanni Rosa