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Mariateresa Sartori
Il suono della lingua, installazione sonora, 2008
Mariateresa Sartori
Il suono della lingua, installazione sonora, 2008

Nell’installazione sonora Il suono della lingua, pensata per la Biblioteca Querini Stampalia, l’artista porta l’attenzione verso il superamento di quel limite che rende opaca la nostra percezione.

 

In essa si ritrovano due temi comuni a tutto il suo percorso creativo: il primo è il riconoscimento di un ordine determinato dal “ritmo”, come se dietro ogni nostra relazione con il mondo o dietro la formazione di ogni possibile bellezza si potesse rinvenire un fondamentale principio regolatore che dispone le cose; il secondo, più nascosto e profondo, è l’individuazione del legame che unisce gli oggetti e l’esperienza dell’uomo alla propria origine, qualcosa di primitivo che risuona in noi avvicinandoci a quello che “abbiamo necessariamente perduto in un momento lontano dell’infanzia…”.

 

I suoni della lingua, sganciati e liberati dal peso semantico e rivelati nella loro essenza sonora, si sottraggono in qualche modo al tempo e allo spazio. Al di là della loro funzione referenziale, quelle lingue risultano affrancate dal peso della “terra” e si concedono quale materia viva alla nostra percezione. Esse diventano strumenti per una comunicazione più profonda, riescono a portare l’ascolto in zone remote, verso qualcosa che si era perduto: il timbro originale della lingua materna, “quando la musica delle parole era tutto perché il significato non aveva ancora spodestato la meraviglia del suono, del ritmo e della melodia…”; ci collocano, dunque, in prossimità della nostra origine, quella nascita avvenuta prima nel suono che nella vista.

 

In una società che ha disimparato completamente ad ascoltare può risultare estremamente significativa un’esperienza artistica come quella proposta da Mariateresa Sartori. Rielaborando la lingua come se fosse un mantra e liberandola dalle convinzioni in cui l’abbiamo costretta, l’artista consente di risalire, attraverso l’udito, a qualcosa di originario e dimenticato: il suono puro e antico delle parole, l’esperienza grezza del nostro primo contatto con il mondo.

© FONDAZIONE QUERINI STAMPALIA ONLUS, PARTITA IVA 02956070276 - CREDITI
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Crediti del sito web

Design
Studio Camuffo

Sviluppo
Alvise Rabitti
Giovanni Rosa