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Giuseppe Mazzariol. Giornate di studio
Le Corbusier e Giuseppe Mazzariol, Venezia 1965
Le Corbusier e Giuseppe Mazzariol, Venezia 1965
Dal 19 al 20 Novembre 2014

Una Venezia possibile. Giuseppe Mazzariol e i grandi progetti per la città

Ateneo Veneto, Aula Magna 19 novembre 2014, ore 16

introducono: Guido Zucconi, Marino Cortese, Giuseppe Barbieri

relatori:  Mario Botta, Antonio Foscari, Luciano Semerani

 

Etica, creatività, città. Giuseppe Mazzariol e l’idea di Venezia 25 anni dopo

Fondazione Querini Stampalia, Auditorium Giannina Piamonte 20 novembre 2014, ore 10.30

introducono: Marino Cortese, Guido Zucconi, Michele Bugliesi

relatori: Francesco Erle, Carlo Olmo, Antonio Papisca, Marco Vallora

coordina: Michela Agazzi

 

A venticinque anni dalla scomparsa di Giuseppe Mazzariol, avvenuta il 4 settembre 1989, l'Ateneo Veneto e la Fondazione Querini Stampalia, di cui fu Direttore dal ’58 al ’74, ricordano con due giornate di studio questa figura di storico e critico d'arte, animatore culturale e promotore di una visione di Venezia allargata alle migliori esperienze internazionali.

L’Ateneo Veneto ne rammenterà il ruolo di tramite con alcuni grandi architetti (Le Corbusier, Louis Khan, Frank Lloyd Wright) i quali furono invitati a realizzare dei progetti in punti diversi della città: un nuovo ospedale sull'acqua, un palazzo dei congressi, il memoriale Masieri. Quella “Venezia possibile” ma non realizzata, sarà ricordata da alcuni testimoni diretti come Mario Botta, Antonio Foscari e Luciano Semerani, che assieme a Giuseppe Barbieri animeranno l’incontro previsto in Aula Magna dell’Ateneo Veneto il pomeriggio di mercoledì 19 novembre.

 

Giovedì 20 novembre, alle ore 10.30, in Fondazione Querini Stampalia, si terrà una tavola rotonda su “Etica, creatività, città. Giuseppe Mazzariol e l’idea di Venezia 25 anni dopo” a cui  parteciperanno Francesco Erle, Carlo Olmo, Antonio Papisca, Marco Vallora. Coordina Michela Agazzi.

Una riflessione approfondita e articolata, uno sguardo "dal di fuori" rispetto a Venezia e alle questioni di merito, per una rivisitazione del personaggio e della sua azione, per meglio inquadrarne storicamente il ruolo di intellettuale impegnato e recuperarne il messaggio con la sua portata non solo veneziana poiché, come dice Giulio Carlo Argan “come studioso aveva uno sterminato orizzonte”.

Lo si farà con due critici e storici come Carlo Olmo e Marco Vallora; con un padre nobile di iniziative sui diritti umani, particolarmente versato sul tema dell'etica sotto un profilo tanto giuridico quanto pratico, Antonio Papisca; con un musicista, artista ed educatore, Francesco Erle. Il coordinamento è affidato a Michela Agazzi, allieva di Wladimiro Dorigo, co-curatrice, insieme a Franca  Bizzotto del libro “Colore Segno Progetto Spazio”. Giuseppe Mazzariol e gli “Incontri con gli artisti”, Padova, Il Poligrafo, 2009.

Nell’occasione sarà presentato il volume Etica, creatività, città. Giuseppe Mazzariol e l’idea di Venezia, a cura di Giorgio Busetto; Venezia, Fondazione Querini Stampalia; Milano, Silvana Editoriale, 2014.

La pubblicazione è articolata per nuclei tematici: “l'uomo politico”, “l’arte”, “l’architettura e il territorio”. Quattordici ricercatori, con il coordinamento di Luca Pes, Giovanni Bianchi e Maura Manzelle, ricostruiscono la molteplice attività di questo intellettuale militante, sottraendolo alla dimensione locale, per restituirne la statura etica e politica nel contesto della storia culturale del secondo Novecento.

Vengono così indagate nell’arco di un periodo che va dal dopoguerra alla fine degli anni ottanta, svariate istituzioni che lo videro protagonista, dalla Provincia all’Università, dal Partito Socialista alla Biennale, dalla Fondazione Querini Stampalia alla Regione Veneto, a quelle da lui fondate, il COSES -Consorzio di studi economici e sociali e l’UIA -Università Internazionale dell’Arte alle sue committenze pubbliche per opere di Le Corbusier, Louis Kahn, Carlo Scarpa. Uomo di trascinante passione per ciò che faceva, Mazzariol collegava sempre indagine e riflessione teorica all’attività pratica delle organizzazioni, concepite come luoghi di elaborazione e di azione, dedicati alla creatività e al confronto di persone e di idee. Strumenti per agire sono la parola, come arte di cambiare il mondo con la persuasione e l’idea di città come sito dello sviluppo della bellezza e delle forme espressive,organismo quindi aperto a una conservazione attiva, con uno spazio preciso per la contemporaneità.

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