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Ivo Prandin. 39 Venezie: 4 novembre, ore 18
Ivo Prandin. 39 Venezie
Ivo Prandin. 39 Venezie
04 Novembre 2017

Buzzati, Comisso e Berto, Piovene, Valeri e Parise, Moravia, Calvino e Pasolini, Ungaretti, Quasimodo e De Chirico.  Sono fra i trentanove protagonisti del Novecento che raccontano Venezia.

Le interviste di Ivo Prandin, storica firma de Il Gazzettino, tracciano un ritratto corale della città, allo stesso tempo intimo e pubblico. Riflessioni e speranze ancora attuali, a cinquant’anni di distanza.

 

L’occasione per ripercorrere e riascoltare queste ‘voci’ è la presentazione sabato 4 novembre, alle ore 18 in Fondazione Querini Stampalia, del libro di Ivo Prandin ’39 Venezie’ per lineadacqua

Con letture di Ottavia Piccolo e interventi di Ivo Prandin,  Lorenzo Tomasin e Isabella Panfido.

 

E’ la riedizione aggiornata di ‘38 Venezie. Una raccolta di interviste realizzate dal giornalista scrittore e pubblicate su Il Gazzettino di Venezia, che nel 1968 diventano libro grazie ad un editore raffinato come Bino Rebellato, capace di intuirne il valore.

Rispetto alla prima edizione, quella del 2017 riporta in aggiunta l’intervista allo scrittore e poeta veneziano Carlo Della Corte (1930-2000).

 

Così Lorenzo Tomasin nella prefazione alla nuova edizione: ‘Le interviste realizzate nella seconda metà degli anni Sessanta del Novecento da Ivo Prandin propongono una sorta di immagine aggiornata e stereoscopica di Venezia, in cui si compongono gli sguardi di intellettuali – perlopiù scrittori – tra i più significativi rappresentanti della cultura, non solo italiana, del secolo scorso. 

Sono interviste lievi, ma non distratte… conversazioni sommesse, dall’aria estremamente spontanea, condotte da un giornalista colto che sa stare al suo posto, e che sa dare voce ai suoi interlocutori con l’efficacia di un narratore, più che con la fredda obiettività del reporter.

Ciò che rende più interessanti le interviste di Prandin, è la loro importanza documentaria, cioè la loro offerta di una sorta di preziosa foto di gruppo sull’idea novecentesca di Venezia’.

 

Per l’autore, come si legge nell’introduzione alla pubblicazione del ‘68: ‘Le interviste si possono considerare testimonianze per Venezia. Esse, infatti, hanno un significato specialmente dopo la ‘grande paura’ del 4 novembre 1966 quando la città, come un’Atlantide, fu sul punto di sprofondare in un incubo d’acqua. Allora Venezia – come un organismo minacciato – pianse e gridò per la paura che l’evento catastrofico la cancellasse dalla terra. Per fortuna, il mare si ritirò e l’aggressione diventò un ricordo che si poteva leggere sui muri e nelle facce della gente.

Pur nelle loro angolazioni e tonalità, le interviste possono essere lette come un discorso unitario o come capitoli di un racconto in prima persona che rispecchia e documenta i sentimenti più diffusi che la città dogale ancora oggi – o, forse, soprattutto oggi? – provoca negli uomini di qualunque parte del mondo’.

 

Parole che hanno la forza ancor oggi, a cinquant’anni di distanza, di far nascere riflessioni e suscitare dibattito. 

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

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