La Fondazione Querini Stampalia è tra le più antiche istituzioni culturali italiane. Dal 1869 promuoviamo “il culto dei buoni studi, e delle utili discipline”, con lo sguardo curioso e la passione per il futuro.
Fondazione Querini Stampalia
Il nuovo sito è in costruzione
Dal 1869 promuoviamo “il culto dei buoni studi, e delle utili discipline”, con lo sguardo curioso e la passione per il futuro.
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In occasione della 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, la Fondazione Querini Stampalia presenta Fragile Forces W, nuovo progetto di Thomas De Falco a cura di Clara Tosi Pamphili.
Il progetto si articola tra una performance, in programma negli spazi della Fondazione lunedì 18 maggio 2026, e una mostra nella Wonder Q della Libreria Giovanni della Querini Stampalia, configurandosi come un’unica opera espansa che attraversa linguaggi, tempi e stati della materia.
Realizzato tra gli Stati Uniti e l’Italia – tra il 2025 e il 2026 sono state realizzate a New York le nuove sculture tessili che verranno presentate in anteprima a Venezia, con un allestimento site-specific della performance – il progetto Fragile Forces W rappresenta un momento di piena maturità nella ricerca dell’artista. Il lavoro si sviluppa attorno a una riflessione sulla fragilità intesa non come limite, ma come forza generativa, capace di attivare relazioni, costruire connessioni e aprire a nuove possibilità di convivenza in un presente segnato da tensioni sociali e conflitti.
Al centro del progetto, la pratica tessile di Thomas De Falco si afferma come dispositivo plastico e simbolico. Lana, seta e lino — materiali carichi di memorie e saperi — diventano elementi di una grammatica visiva in cui ogni filo corrisponde a un gesto, ogni intreccio a una relazione possibile. Le forme si chiudono e si organizzano in una composizione leggibile, dando vita a un ambiente che è al tempo stesso installazione, scultura e paesaggio: un “giardino ideale” popolato da volti, fiori, foglie e presenze fragili, generate da strutture che evocano contenimento e trasformazione.
La performance attiva questa materia come una tessitura vivente. I corpi, immersi nell’installazione tessile di grandi dimensioni, attraversano e animano lo spazio, costruendo una narrazione silenziosa in cui culture, identità e differenze si incontrano, si sfibrano e si ricompongono. Ne emerge una visione alternativa di globalizzazione: più intima, materica, fondata sulla prossimità e sull’esperienza sensibile.
In dialogo con l’architettura della Fondazione Querini Stampalia, l’opera stabilisce una relazione tra tessuto, fluidità e struttura, tra passato e presente. I dettagli della tessitura affiorano come mappe e geografie emotive, micro-narrazioni che tracciano confini mobili e nuove possibilità di connessione.
Per la prima volta, Thomas De Falco rinuncia a qualsiasi accompagnamento musicale, scegliendo il silenzio come elemento centrale della performance. Un silenzio mai assoluto, attraversato dai suoni della città e dalle voci del pubblico, che diventa spazio di ascolto e dispositivo critico:
“Un silenzio che non è mai totale – sottolinea l’artista – ma attraversato dalla vita che lo circonda. È la musica che abbraccia tutti, un linguaggio universale che evidenzia il disagio sociale del nostro tempo e allo stesso tempo apre a una possibilità di ascolto condiviso”.
“Il lavoro di Thomas De Falco raggiunge compiutezza nell’incontro con lo spazio di Carlo Scarpa – spiega la curatrice, Clara Tosi Pamphili – così come l’architetto non voleva fermare il flusso dell’acqua, l’artista non vuole fermare il flusso dell’energia che genera forme. Un momento fondamentale che genera forme chiuse e lascia l’esperienza della fibra in cerca di definizione. La performance, il silenzio, le opere sono elementi di una nuova scenografia umana”.
In questo contesto, Fragile Forces W si configura come un’opera corale e stratificata, in cui la vulnerabilità si trasforma in energia attiva e la differenza in occasione di dialogo. Un lavoro denso e immersivo, che invita a sostare, osservare e riconoscere nella trama delle relazioni la condizione necessaria per immaginare nuovi equilibri.

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