La Fondazione Querini Stampalia è tra le più antiche istituzioni culturali italiane. Dal 1869 promuoviamo “il culto dei buoni studi, e delle utili discipline”, con lo sguardo curioso e la passione per il futuro.

Fondazione Querini Stampalia

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Dal 1869 promuoviamo “il culto dei buoni studi, e delle utili discipline”, con lo sguardo curioso e la passione per il futuro.

Luca Rento. Prima che tutto svanisca

25 settembre 2026 – 17 gennaio 2027

 

Luca Rento, Nuvole, 24 agosto 2005 06.26.16 (detail)

Luca Rento, Nuvole, 24 agosto 2005 06.26.16 (detail)

 

Prima che tutto svanisca è il titolo della mostra personale dedicata dalla Fondazione Querini Stampalia a Luca Rento (Feltre, 1965), a cura di Alfredo Cramerotti.

L’esposizione riunisce una selezione di opere realizzate nell’arco di venticinque anni, essenze di film che mostrano radicalmente qualcosa che riguarda tutti: il nostro essere al mondo, il nostro rapporto con il tempo, con ciò che muta e che, inevitabilmente, è destinato a scomparire. Rento riconosce l’istante necessario e lo celebra. L’immagine in movimento, trattenuta in vita, si offre così al pubblico come un atto di resistenza alla scomparsa, risposte che cristallizzano in istanti le tappe della propria avventura terrena.

«Si tratta di una mostra importante, dedicata a un artista di straordinaria qualità», dichiara Cristiana Collu, Direttrice della Fondazione, «che unisce una sensibilità rara e una padronanza tecnica impeccabile a una ricerca rigorosa: attraverso il video Luca Rento ha sviluppato un linguaggio che possiede la densità, la luce e la profondità della pittura».

Dietro ogni opera si sente la presenza di un uomo alle prese con il reale, che guarda in faccia l’istante e non si volta di fronte alla scomparsa e non si lascia ingannare dalla fantasia. Negli autoritratti Rento registra i continui stati d’animo e i tumulti che lo attraversano, cercando nell’immagine una comprensione più profonda della propria esistenza.

Tra l’accadimento e l’opera può trascorrere molto tempo. Le impressioni filmate sedimentano e maturano in studio, talvolta per anni, fino al momento in cui l’opera trova la propria forma attraverso inquadratura, colore e tono. In pochi attimi possono così concentrarsi anni di vita, ricerca, lavoro e visione. Ogni opera, nella relazione con le altre, segna un punto essenziale nel cerchio della vita – un’unica inquadratura fissa concentra lo sguardo sull’immagine, lasciando al tempo il compito di rivelarla. In realtà, dentro quell’apparente immobilità nulla è immobile: una variazione della luce, un gesto, un movimento quasi impercettibile possono assumere un’intensità inattesa. È in questa tensione che l’immagine continua a vivere.

A questo corrisponde un’altrettanta rigorosa ricerca sui dispositivi attraverso i quali l’opera si rende visibile, dalla ripresa alla restituzione nello spazio espositivo. Come sottolinea il curatore Alfredo Cramerotti: «Pochi minuti di video per durate che si contano in stagioni, in generazioni, in ere geologiche. Allestire questa mostra ha significato anche trattare le opere come strumenti di misura: non della distanza che ci separa dalle cose, ma della vicinanza che ci lega a esse. Nelle sale della Querini Stampalia, questa sfasatura si percepisce ancora prima di averne consapevolezza». Prima che tutto svanisca nasce dalla consapevolezza che nulla è per sempre e dal fascino di vedere la vita mentre accade.

 

Luca Rento (Feltre, 1965) esordisce a metà degli anni Ottanta con la pittura e la scultura. Dalla metà degli anni Novanta sviluppa la propria ricerca sulla videoinstallazione, esponendo in sedi quali la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, Palazzo Te a Mantova, il Mart di Rovereto, il Kunstraum di Innsbruck, la Prague Biennale e il CeSAC di Caraglio, Cuneo.
Le sue opere figurano nelle collezioni di importanti istituzioni, tra cui la Galleria d’Arte Moderna di Torino e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Del suo lavoro si sono occupati, tra gli altri, Jean-Luc Nancy, Veit Loers, Elena Volpato, Andrea Busto e Saretto Cincinelli.
Alfredo Cramerotti è Direttore di mm:museum [media majlis museum] presso la Northwestern University in Qatar e Presidente dell’IKT – International Association of Curators of Contemporary Art, che conta più di 600 membri in tutto il mondo. Oltre al suo ruolo istituzionale, ha diretto più di 150 mostre internazionali e curato progetti per importanti biennali (Biennale Arte di Venezia 2013-2022, Manifesta 8 nel 2010, Sequences VII a Reykjavík nel 2015). Tra i suoi progetti recenti figurano Noor Riyadh (curatore internazionale principale), Art Dubai Digital e Leviathan (57. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, in tournée internazionale). È autore di cinque libri, tra cui Aesthetic Journalism (2009) e Hyper-imaging in Art, Media and Visual Communication (2026). Dirige il Digital Strategies Committee dell’AICA – International Association of Art Critics ed è consulente del British Council, della UK Government Art Collection, del Ministero della Cultura italiano e della Visual Art Commission dell’Arabia Saudita.