La Fondazione Querini Stampalia è tra le più antiche istituzioni culturali italiane. Dal 1869 promuoviamo “il culto dei buoni studi, e delle utili discipline”, con lo sguardo curioso e la passione per il futuro.
Fondazione Querini Stampalia
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Approdi è un ciclo di tre incontri che la Fondazione Querini Stampalia dedica all’ascolto, all’accoglienza e alla relazione con ciò che arriva da lontano, dando spazio a chi porta con sé la testimonianza di parti ferite del mondo: esperienze dolorose, ma anche potenti, profondamente empatiche, capaci di avvicinarci sino a farci sentire e comprendere ciò che accade altrove, generando consapevolezza, trasformazioni e nuove possibilità.
L’approdo è la riva, ma il viaggio non è ancora finito, è il primo passo ancora tra sabbia e roccia, non ancora un luogo sicuro ma un punto da cui ricominciare il cammino e guardare il largo, la distanza, la lontananza, la deriva, lo smarrimento, la separazione, la sparizione.
Essere approdo significa stare sulla soglia, essere disposto ad ascoltare e a lasciarsi interrogare dalla presenza dell’altro. L’ospitalità, in questa prospettiva, non è soltanto apertura ma disponibilità ad essere trasformati dall’incontro. Ogni approdo porta infatti con sé qualcosa che non conoscevamo e che modifica il nostro punto di vista, il punto di osservazione dal quale guardiamo il mondo.
Tre incontri, tre linguaggi, arte, giornalismo e letteratura, per avvicinare esperienze diverse.
Con Artistic Freedom Initiative (AFI) e Initiative pour la Liberté Artistique (ILA) organizzazione internazionale impegnata nella protezione e nel reinsediamento di artisti perseguitati, a partire dall’esperienza degli artisti afghani, l’arte diventa una forma di attraversamento: salvaguardare una persona significa anche preservare la possibilità che continui a creare, a testimoniare e a prendere parola.
Con Emanuela Pala, autrice del libro Ostinata umanità, il giornalismo si fa esperienza diretta: il viaggio a bordo della Global Sumud Flotilla, la vita in mare, l’abbordaggio e la detenzione diventano il racconto della scelta di chi decide di attraversare la distanza invece di limitarsi a osservarla.
Con Pegah Moshir Pour, attraverso il suo libro La casa dimenticata, la letteratura diventa un viaggio a ritroso nella memoria che illumina il presente: una casa, l’Iran, le storie familiari e quelle delle donne si intrecciano in un racconto nel quale il passato è materia capace di interrogare il nostro tempo e l’avvenire.
13 novembre 2026, ore 18
Emanuela Pala, autrice e giornalista, dialoga con Federica Pennelli, giornalista, a partire da Ostinata umanità, il diario di un viaggio che l’ha portata a scegliere di non raccontare da lontano, ma di vivere in prima persona una delle missioni della Global Sumud Flotilla dirette verso Gaza.
Pala si imbarca a Catania sulla Grande Blu, una delle quasi cinquanta imbarcazioni della Flotilla. Inviata di Piazzapulita, affronta la traversata mettendo in gioco il proprio corpo e la propria coscienza. Nel libro restituisce le tappe di quell’esperienza: l’addestramento, l’attesa, le notti in mare, i volti dei compagni di rotta e la tensione crescente, fino all’abbordaggio da parte della marina israeliana, al porto di Ashdod e alla detenzione in un carcere nel deserto del Negev.
Il racconto diventa occasione per interrogarsi sul significato della testimonianza e sulle ragioni che spingono persone comuni, già al riparo grazie ai propri diritti, privilegi e alla propria condizione di pace, a rischiare la vita per degli sconosciuti.
Con la precisione di chi era lì a documentare e la forza di chi ha vissuto in prima persona la paura e la violenza, Pala porta al centro una domanda che attraversa tutto il libro: come sottrarsi all’indifferenza? Una domanda che apre una riflessione sul valore della solidarietà e sulla responsabilità individuale di fronte alla sofferenza altrui.
In collaborazione con Edizioni Tlon
27 novembre 2026, ore 18
Pegah Moshir Pour, scrittrice e attivista per i diritti umani, dialoga con Silvia Burini, professoressa di Storia dell’arte contemporanea e direttrice del CSAR dell’Università Ca’ Foscari, a partire da La casa dimenticata, il suo nuovo romanzo dopo il successo di critica e pubblico de La notte sopra Teheran.
Al centro della storia c’è Farah, una giovane donna che sogna un Iran diverso, libero, e sceglie di restare nel proprio Paese anziché cercare altrove un futuro possibile. Il desiderio di comprendere le proprie radici la conduce alla scoperta di una casa dimenticata a Teheran, dove un diario, libri e documenti riportano alla luce le vicende di uomini e donne che hanno creduto nella libertà di pensiero. Un passato rimasto a lungo taciuto che diventa, per Farah, la chiave per comprendere il presente e trovare la propria strada.
Aprendo le porte di quella casa ad altre donne, ciascuna con la propria storia e accomunata dal desiderio di libertà, Farah trasforma la ricerca delle proprie origini in un’esperienza di solidarietà e resistenza. Ma, mentre intorno a lei la violenza e la repressione si fanno sempre più vicine, emerge un segreto familiare che la costringe a confrontarsi con le contraddizioni del passato e con se stessa.
Attraverso il dialogo con Silvia Burini, Pegah Moshir Pour accompagna il pubblico in una riflessione sulla memoria, sull’identità e sul coraggio di immaginare un futuro diverso. La casa dimenticata racconta un Iran in cui la libertà è ancora una conquista da difendere e restituisce voce a chi continua a lottare per cambiarne il destino. Perché la vera ricchezza di un Paese risiede nelle persone che non smettono di credere nel futuro e perché le rivoluzioni più difficili, talvolta, sono quelle che cominciano dentro di noi.
9 ottobre 2026, ore 18
Afghanistan Pavilion 2028, un progetto che porta al centro la cultura e le voci degli artisti afghani. Promosso da AFI-ILA Artistic Freedom Initiative e Initiative pour la Liberté Artistique in collaborazione con Freedom Canvas Initiative, lancia il Padiglione afghano 2028: una campagna per portare gli artisti afghani e le voci della cultura del Paese alla Biennale Arte di Venezia 2028.
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Collezioni e Mostre
da martedì a domenica 10:00-18:00
la biglietteria chiude alle 17:30
— lunedì chiuso
Biblioteca ed Emeroteca
martedì e mercoledì 10:00-20:00
giovedì e venerdì 10:00-24:00
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