La Fondazione Querini Stampalia è tra le più antiche istituzioni culturali italiane. Dal 1869 promuoviamo “il culto dei buoni studi, e delle utili discipline”, con lo sguardo curioso e la passione per il futuro.
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Fondazione Querini Stampalia
Dal 1869 promuoviamo “il culto dei buoni studi, e delle utili discipline”, con lo sguardo curioso e la passione per il futuro.
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Con Bella la vita a Venezia la Fondazione Querini Stampalia presenta l’intera collezione dei dipinti di Gabriel Bella, l’artista che più di ogni altro ha saputo raccontare la vita della Venezia del Settecento. Un titolo che gioca su tre linee di racconto: Bella come aggettivo e come nome dell’artista; la vita, perché è la quotidianità della città a farsi protagonista; Venezia, che attraverso queste immagini continua la sua secolare tradizione di autorappresentazione, propaganda e costruzione dell’immaginario collettivo. Un corpus capace di esaltare la magnificenza veneziana e di raccontare, attraverso immagini, il mito politico della Serenissima. Non un insieme casuale, ma un progetto iconografico unitario, elaborato probabilmente negli anni Ottanta del Settecento.
Le 69 tele sono esposte accanto a incisioni e volumi del fondo storico della Biblioteca, oltre a materiali audiovisivi – tra cui selezioni di filmati dell’Istituto Luce e una rassegna cinematografica sulla figura di un illustre contemporaneo di Gabriel Bella, Giacomo Casanova nell’anno in cui si celebrano i 300 anni dalla nascita – che ampliano la lettura del contesto storico e aprono a suggestioni contemporanee.

Gabriel Bella (Venezia, 1730 ? – 1799) lavora in anni in cui l’Ottocento è alle porte e, con esso un nuovo modo di fissare il reale attraverso la fotografia. Eppure, già alla fine del Settecento, il suo sguardo sembra parlare quella stessa lingua. Osserva la città con una precisione e una sensibilità fotografica: inquadra, isola, registra. Compone come se avesse tra le mani un obiettivo capace di cogliere il movimento e l’immobilità, la folla e il dettaglio, l’eccezionale e l’ordinario.
Restituisce con precisione la densità e la teatralità del mondo veneziano. La sua apparente ingenuità, quasi fumettistica, diventa così una chiave interpretativa: la visione popolare di una società regolata da cerimonie, rituali, feste, mercati e processioni.
È un artista che si mescola alla città: un cittadino e un flâneur: guidato da una curiosità inesauribile attraversa calli e campielli lasciandosi sorprendere dalle scene che gli si offrono. Le sue opere conservano questa energia di scoperta, la stessa di chi si avventura senza meta e trova nella vita urbana un teatro sempre aperto. È un testimone attento, che registra gesti, dinamiche sociali, come se avesse la necessità urgente di fissarli sulla tela.

Le sue vedute sono finestre sul Settecento veneziano: calli, campielli, ponti e scorci che ancora oggi ci parlano con sorprendente familiarità. Restituire questa collezione alla città significa ridare forma a una parte della sua memoria visiva, preservando un patrimonio che avrebbe rischiato di dissolversi senza l’opera di questo artista e di molti altri attivi a Venezia in quel periodo.
Le opere di Gabriel Bella mostrano una cultura che si guarda allo specchio e si mette in scena. Il suo immenso “teatro” di cerimonie e quotidianità appartiene a un mondo che di lì a poco sarebbe stato travolto dalla Rivoluzione francese e dalla fine della Repubblica. La raccolta della Querini si configura così come un atlante della liturgia della meraviglia su cui la Serenissima aveva costruito per secoli il proprio mito.

Il percorso espositivo invita quindi il visitatore a osservare i dipinti non solo come ricostruzioni storiche, ma come immagini che hanno contribuito a modellare, nei secoli, l’identità culturale e il racconto pubblico di Venezia. Restituire oggi questa collezione alla città significa riconsegnarle i suoi luoghi del cuore e riportare in vita una memoria visiva che pulsa ancora sotto la superficie della Venezia d’oggi. È un patrimonio che avrebbe potuto disperdersi, se l’artista non avesse avuto l’intuizionedi fissarne l’anima sulla tela.
Con Bella la vita a Venezia la Fondazione Querini Stampalia offre così un’occasione irripetibile: riscoprire la Venezia di Gabriel Bella attraverso uno sguardo contemporaneo, rivivendo la vitalità di una città che da secoli racconta se stessa e continua, ancora, a parlare al mondo.
Collezioni e Mostre
da martedì a domenica 10:00-18:00
la biglietteria chiude alle 17:30
— lunedì chiuso
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