La Fondazione Querini Stampalia è tra le più antiche istituzioni culturali italiane. Dal 1869 promuoviamo “il culto dei buoni studi, e delle utili discipline”, con lo sguardo curioso e la passione per il futuro.

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Fondazione Querini Stampalia

Dal 1869 promuoviamo “il culto dei buoni studi, e delle utili discipline”, con lo sguardo curioso e la passione per il futuro.

Disapparire. Velare, svelare, rivelare

Martedì 20 gennaio 2026, ore 17

Dal velo, da quella soglia sottile in cui il visibile non si oppone all’invisibile ma lo custodisce, prende avvio Disapparire. Antonio Corradini e Luigi Ghirri. La mostra è il luogo di questa risonanza: un incontro inatteso tra la materia del marmo barocco e l’immaterialità della fotografia, tra il gesto che scolpisce e lo sguardo che attende la luce, la nebbia, l’istante.

Nei marmi velati di Antonio Corradini la trasparenza è un paradosso: il velo nasconde e insieme rivela, trattiene il segreto del corpo mentre lo espone allo sguardo. In Luigi Ghirri, invece, il velo è atmosferico, mentale, fatto di luce diffusa, di paesaggi che sembrano sul punto di dissolversi. Non c’è mai una visione pienamente data, ma un’apparizione fragile, sospesa, come se il mondo stesse sempre per sottrarsi.

È in questo spazio di disapparizione che si inserisce l’incontro Disapparire. Velare, svelare, rivelare: un dialogo a tre voci tra filosofia e arte, in cui Lucia Corrain, Monica De Vincenti e Rosella Prezzo affrontano il tema del velo come figura simbolica e concettuale, non semplice copertura ma dispositivo di senso, gesto culturale, esperienza del limite. Il velo diventa così ciò che ci obbliga a rallentare lo sguardo, a sostare nell’ambiguità, a riconoscere che ogni atto di visione è anche un atto di perdiata.

La filosofia incontra le immagini, l’arte interroga il pensiero e ciò che emerge non è una risposta de-finitiva, ma un campo di tensioni: vedere non significa possedere, ma esporsi; apparire non è l’opposto dello scomparire, bensì il suo fragile compimento.

Come nei lavori di Corradini e Ghirri, anche qui il velo non si solleva del tutto: rimane, vibra, invita. È in quella vibrazione che il pensiero prende forma e l’esperienza estetica si trasforma in un esercizio di attenzione, di ascolto, di attesa.

 

Lucia Corrain
Professoressa associata all’Alma Mater Studiorum di Bologna, dove insegna presso il Dipartimento Beni Culturali – Campus di Ravenna. I suoi interessi di ricerca si concentrano sul linguaggio delle arti figurative in generale e della pittura in particolare. È direttrice della rivista Carte Semiotiche, oltre ad essere nel bord di riviste italiane ed estere e di collaborare con riviste nazionali e internazionali. Tra i suoi libri: Semiotica dell’invisibile. Il quadro a lume di notte (Esculapio, 1996), Il velo dell’arte. Una rete di immagini tra passato e contemporaneità (La Casa Usher, 2016), La pittura di mercato: il “parlar coperto” nel ciclo Fugger di Vincenzo Campi (Mimesis, 2019), Una memoria infinita. Il ciclo di Targu Jiu di Constantin Brancusi (La Casa Usher, 2024).
Monica De Vincenti
Dal 2003 ha insegnato Museologia e critica artistica e del restauro e Beni culturali e offerta Turistica presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ha collaborato dal 2006 con la Fondazione Giorgio Cini come coordinatore scientifico della ricerca sulla Statuaria veneta da giardino. Si occupa di temi legati all’arte veneta dal Cinquecento all’Ottocento, con particolare attenzione alla scultura del Sei e Settecento veneziano, ai suoi protagonisti come pure ai temi iconografici e iconologici. Al suo attivo sono vari volumi, numerosi interventi in riviste specializzate, in miscellanee e in atti di convegni nazionali e internazionali. Ha inoltre partecipato alla cura delle mostre Dal Medioevo a Canova (2000) e Donatello e il suo tempo (2001) ai Musei Civici di Padova; Orazio Marinali e la scultura veneta fra Sei e Settecento (2002) a Palazzo Thiene di Vicenza; Orazio Marinali e Bassano, con uno sguardo di Fabio Zonta al Museo Civico di Bassano del Grappa (2020-2021); La caduta degli angeli ribelli. Francesco Bertos alla sede delle Gallerie d’Italia a Vicenza (2024-2025).
Rosella Prezzo
Filosofa, saggista e traduttrice, vive a Milano. È stata a lungo redattrice della rivista aut aut e professoressa a contratto di Estetica alla Facoltà di Architettura di Milano-Bovisa e all’Università di Verona nel Master di 2° livello (“Filosofia di trasformazione”). Oltre che di numerosi articoli e saggi in riviste e opere collettive, è autrice di: Guerre che ho (solo) visto (Moretti & Vitali, 2025); Trame di nascita, Tra miti, filosofie, immagini e racconti (Moretti & Vitali, 2023); Veli d’Occidente, Le trasformazioni di un simbolo (Moretti & Vitali, 2017); Pensare in un’altra luce. L’opera aperta di Maria Zambrano (Raffaello Cortina, 2006) con P. Redaelli; America e Medio Oriente: luoghi del nostro immaginario (Bruno Mondadori, 2002); Ridere la verità. Scena comica e filosofia (Raffaello Cortina, 1994). Ha curato edizioni italiane di importanti opere di M. Zambrano.