La Fondazione Querini Stampalia è tra le più antiche istituzioni culturali italiane. Dal 1869 promuoviamo “il culto dei buoni studi, e delle utili discipline”, con lo sguardo curioso e la passione per il futuro.

Fondazione Querini Stampalia

Il nuovo sito è in costruzione

Dal 1869 promuoviamo “il culto dei buoni studi, e delle utili discipline”, con lo sguardo curioso e la passione per il futuro.

Quadreria Futura Venezia

Dal 20 al 24 ottobre 2026

Quadreria Futura Venezia è la seconda edizione del progetto ideato dall’illustratore e designer Jacopo Ascari, nato per raccontare, attraverso il libro d’artista, il rapporto tra creatività contemporanea, cultura materiale e saperi artigiani.

Dopo la prima edizione presentata a Milano nel giugno 2026, presso la Fondazione Sozzani e nell’ambito del calendario della Milano Fashion Week Uomo, il progetto arriva a Venezia con un nuovo capitolo dedicato alla Fondazione Querini Stampalia e alle maestranze veneziane. Parte integrante di Quadreria Futura, fin dalla prima edizione milanese, è Susanna Testa, curatrice del progetto, designer e ricercatrice del Politecnico di Milano, che ne accompagna lo sviluppo editoriale e visivo.

Il nuovo capitolo veneziano, inserito nell’ambito di RADAR Venezia, trova negli ambienti della Biblioteca della Querini Stampalia la sua naturale collocazione, ed è visibile al pubblico dal 20 al 24 ottobre 2026.

Quadreria Futura Venezia verrà presentato venerdì 23 ottobre alle 18:30.
Saranno presenti Jacopo Ascari, Susanna Testa e alcune maestranze artigianali locali. Un incontro  tra patrimonio e contemporaneità  per riflettere sul rapporto tra libri d’artista, artigianato e moda.
Ingresso libero su prenotazione

 

 

 

Quadreria Futura Venezia, illustrazione di Jacopo Ascari

 

Illustrazione di Jacopo Ascari

 

Quadreria Futura Venezia

Quadreria Futura Venezia racconta una città che da secoli produce competenze, tecniche e nuovi linguaggi. L’edizione veneziana si concentra sulle maestranze e sulle lavorazioni che hanno contribuito a definire l’identità materiale della città.

A Venezia, il progetto trova nella Fondazione Querini Stampalia un interlocutore culturale privilegiato, con cui instaurare un dialogo che va oltre la dimensione espositiva. Il patrimonio storico e archivistico, la Biblioteca e l’architettura della Fondazione diventano parte integrante della ricerca, offrendo nuove prospettive per mettere in relazione la memoria della città con la creatività contemporanea. La Fondazione non è soltanto il luogo che accoglie le opere, ma una presenza attiva nel processo di ricerca e nella costruzione della narrazione.

Il progetto unisce illustrazione, ricerca curatoriale ed editoriale, fonti storiche e pratiche artigiane attraverso la creazione di dieci libri d’artista. Ogni volume nasce dall’incontro tra il lavoro di Jacopo Ascari, la curatela di Susanna Testa, il patrimonio della Fondazione Querini Stampalia e il contributo degli artigiani e delle realtà produttive coinvolte.

Carte, tessuti d’arte, velluti, merletti, perline di vetro, tessere musive, passamanerie e legno delle briccole entrano nella costruzione delle opere. Le diverse lavorazioni non costituiscono semplici elementi decorativi, ma contribuiscono a definire l’identità materiale e visiva di ciascun libro.

I dieci libri d’artista danno così forma a un nuovo Atlante visivo della città, costruito attraverso le opere, gli artigiani veneziani, le tecniche di lavorazione, l’architettura e il patrimonio della Fondazione Querini Stampalia. Una mappa aperta e plurale, nella quale luoghi, immagini e memorie restituiscono la ricchezza di una cultura del fare che attraversa i secoli e continua a rinnovarsi.

 

Dieci libri d’artista

Il libro d’artista è il cuore di Quadreria Futura e il punto di incontro tra discipline differenti.
I dieci volumi raccolgono immagini, materiali e lavorazioni, rendendo visibili le relazioni tra artisti, artigiani, curatori e l’istituzione. La Biblioteca della Fondazione Querini Stampalia diventa così il luogo nel quale queste competenze vengono riconosciute, raccontate e consegnate al pubblico.

I dieci libri sono concepiti come opere autonome, unite da un’unica ricerca sulla città, sulle sue maestranze e sulla relazione tra il gesto manuale e il progetto contemporaneo. Ciascuno prende avvio da una lavorazione e dalla sua storia, interpretate attraverso le fonti conservate nella Biblioteca, i luoghi della produzione e l’incontro diretto con le persone che ancora oggi ne tramandano le competenze.

La struttura dei libri traduce questa ricerca anche nella forma. I leporelli si sviluppano secondo una costruzione a croce, nella quale si intersecano due direzioni: quella dello spazio, affidata alle vedute, alle architetture e ai luoghi dei mestieri, e quella del tempo, che ne attraversa la storia e le trasformazioni. Su queste pagine intervengono le illustrazioni di Jacopo Ascari, che attraverso la ricchezza del dettaglio e la precisione del segno restituiscono una Venezia fatta di figure, strumenti, ambienti di lavoro e paesaggi.

La fase di produzione è stata preceduta da un percorso di ricerca condotto insieme alla Fondazione Querini Stampalia, negli atelier, nelle botteghe, negli archivi e nei luoghi di lavoro degli artigiani coinvolti.

Il rapporto con la Fondazione conferisce al progetto una dimensione ulteriore. Il suo patrimonio non rappresenta soltanto una fonte di ispirazione, ma un punto di partenza per costruire nuove relazioni tra la storia di Venezia e la città contemporanea. La Biblioteca, luogo di conservazione e condivisione della conoscenza, accoglie opere che interpretano il libro come oggetto artistico, documento materiale e strumento di ricerca. In questo contesto, i dieci volumi entrano in dialogo con la memoria custodita dall’istituzione e con le competenze che continuano a essere tramandate, trasformate e reinventate.

Collocati tra i volumi e negli spazi dedicati alla lettura e allo studio, questi volumi entrano in relazione con la vita quotidiana della Biblioteca. Il pubblico è invitato a cercarli, incontrarli e osservarli all’interno di un ambiente in cui la scoperta delle opere coincide con quella dei materiali, delle tecniche e delle persone che le hanno rese possibili. La Biblioteca diventa così parte dell’esperienza stessa del progetto: un luogo in cui il patrimonio non è soltanto conservato, ma continua a generare conoscenza e nuove interpretazioni del presente.

Il progetto dialoga inoltre con The Dreamer, l’allestimento che rilegge la storia, le passioni e la visione di Giovanni Querini e della sua famiglia. In questo confronto tra memoria storica e ricerca contemporanea, i libri d’artista introducono uno sguardo sulla Venezia di oggi, sulle sue maestranze e sulle relazioni tra cultura, architettura e produzione. Il dialogo con The Dreamer rafforza così il legame tra il patrimonio della Fondazione e le persone che continuano a costruire e tramandare la cultura materiale della città.

 

Jacopo Ascari è illustratore e architetto, fondatore di Atelier Ascari, studio milanese attivo nell’illustrazione e nello sviluppo di progetti visivi per la moda, l’architettura, il design e l’editoria. La sua formazione architettonica è alla base di un linguaggio che unisce precisione del disegno, sensibilità per la moda e immaginazione narrativa. Il suo segno, minuzioso e teatrale, dà forma a composizioni in cui architetture, interni, abiti e figure si intrecciano, sospesi tra osservazione e invenzione.
Nel corso della sua attività ha collaborato con oltre cento brand, istituzioni culturali, realtà dell’ospitalità ed editori italiani e internazionali.

 

Susanna Testa, PhD in Design, è ricercatrice presso il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, dove svolge attività didattica e di ricerca sui temi dell’innovazione, della cultura materiale, del branding e della costruzione dell’identità. Il suo lavoro intreccia progetto, cultura dell’immagine e tecnologie emergenti, con particolare attenzione ai settori della moda, del gioiello e degli accessori, intesi come ambiti privilegiati per osservare la trasformazione di prodotti, linguaggi ed esperienze.
Curatrice e art director, sviluppa mostre, identità visive, narrazioni e concept di prodotto. È fondatrice di Pannalù, progetto creativo che costruisce storie attraverso oggetti, materiali e gesti quotidiani, combinando precisione compositiva, elementi inattesi e ironia.

 

RADAR Venezia è il progetto di Venezia da Vivere che riunisce e mette in relazione iniziative dedicate alla cultura contemporanea, alla ricerca e alla creatività nella città. All’interno di RADAR, Quadreria Futura diventa così un’occasione per osservare Venezia attraverso ciò che continua a essere prodotto, tramandato e reinventato: gesti, tecniche, materiali e competenze che appartengono alla storia della città ma che, ancora oggi, possono generare nuovi linguaggi.
Attraverso il dialogo con la Fondazione Querini Stampalia, il progetto restituisce una visione di Venezia come patrimonio vivo, nel quale la storia e la tradizione artigiana non sono elementi immobili, ma risorse capaci di alimentare nuove forme di creatività. Il nuovo Atlante visivo composto dai dieci libri d’artista diventa così uno strumento per esplorare la città attraverso le sue materie, le sue architetture, i suoi archivi e le persone che ne mantengono vive le competenze, mettendo in relazione ciò che Venezia ha ereditato con ciò che continua a immaginare e produrre.