
La monografia Florin Ştefan. Works 1984 – 2025 ripercorre l’itinerario culturale di un artista che non solo si è mosso sin dal 1984 tra le trame della pittura ma ha anche avviato vivaci esperimenti creativi attorno a quella che è stata definita Scuola di Pittura di Cluj-Napoca, prima con la nascita della Fabrica de Pensule, di cui è stato creatore e animatore, ma anche della Fundația Culturala Intact, dello Spațiu Intact e del più recente Centrul de Interes.
Il lavoro di Florin Ştefan che emerge dalla lettura di questo libro, uscito per i tipi di Silvana Editoriale e curato da Antonello Tolve, è un continuo fare i conti con momenti della memoria, risistemati mediante esercizi di riflessione che trasformano la tela in un’arena dove luoghi o figure del passato ritornano affievoliti, rigenerati in un rapporto di vicinanza e di lontananza.
Quasi come spaccati di analitica cronofagia utile a nutrire l’atto del presente (quello del dipingere) con la potenza del passato (le storie), le sue opere presentano sempre dei tocchi enigmatici la cui velocità rimaneggia il reale rendendolo evanescente, vago, soft, nebuloso, spettrale, opaco, spesso poco decifrabile, a tratti squisitamente onirico e cromaticamente intenso.
L’artista camuffa con insistenza l’immagine (in molti casi uno scatto fotografico che risale le scale del tempo) per trasformarla in desiderio di desiderare diversamente le cose andate, per rendere più sopportabile il ricordo o anche per ricalcolare le misure della felicità sotto la tensione d’una tavolozza che predilige pigmenti antelucani, calde ocre e bruni trasparenti, morbidi gialli di Napoli e rossi abbaglianti.
Accanto a un testo introduttivo del curatore e a un’intervista di Marta Ferrara, questa monografia presenta per la prima volta un’esaustiva selezione di opere datate 1984-2025 e una ricca antologia critica che permette al lettore di orientarsi nell’ampio itinerario creativo di un grande maestro del colore.
Durante la presentazione intervengono:
Riccardo Caldura, ordinario di Fenomenologia delle Arti Contemporanee all’Accademia di Belle Arti di Venezia
Florin Ştefan, artista
Antonello Tolve, curatore della monografia
Ingresso libero
Riccardo Caldura è ordinario di Fenomenologia delle Arti Contemporanee all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Curatore e saggista, fra le sue varie pubblicazioni si segnalano Venezia, l’Accademia e le nuove culture artistiche dagli anni 70 al 2000 (2016), Hugo Ball. Fuga dal tempo (2016), Verbovisioni (2017), Sotterranea, erotica alternativa. Note sulla ricerca di Sirio Luginbühl (2018), Arte e Città. Opere di Guido Sartorelli (2018), Picasso illustrador. Poesia-Donna. Storia Naturale (2019), Emilio Vedova. Arte, didattica, impegno civile (2022), Giuseppe Chiari: il suono dell’esistenza (2023). Negli ultimi anni per la Fondazione Alberto Peruzzo di Padova ha curato Uno spazio ritrovato. Opere storiche e contemporanee nella Nuova Sant’Agnese (31 marzo-15 luglio 2023), Esther Stocker – Uno scenario mentale (11 novembre 2023-3 marzo 2024), Orditi della razionalità (11 novembre 2023-3 marzo 2024) e Fabrizio Plessi. Nero Oro (6 aprile-10 ottobre 2024).
Florin Ştefan (Batiz-Călan, 1968) vive e lavora a Cluj-Napoca dove insegna nel Dipartimento di Pittura (Facoltà di Arti Plastiche) dell’Universității de Artă și Design (UAD) della quale attualmente è Magnifico Rettore. Presente in molte collezioni pubbliche e private, tra le sue personali si ricordano Suspensions, Baia Turcească – Centrul Internațional de Artă Contemporană (Iași, 2025), Eretica e Retorica, Fondazione Filiberto e Bianca Menna (Roma, 2025), Dublu Parcus, Sibiu Contemporary Art Festival (Sibiu, 2024), Icons for the End of the World, Spațiu Intact / Centrul de Interes (Cluj-Napoca, 2021), Morpheus, Barcsay Museum (Szentendre, 2019), This is not a love song, Galerie Anne-Sarah Bénichou (Paris, 2018), La boite rouge, Espace Iconoscope (Montpellier, 2017), FaceTime, Galerie Anne-Sarah Bénichou (Paris, 2016), Elegia, Galerie Le Plafond (Amsterdam, 2014), Dead Man, Musée des Beaux-Arts (Cluj-Napoca, 2012), Identity Reconstruction (con Cristian Opris), Festival Balkan – Tranzit (Normandie, 2008), Roda de Domingo (Sunday Dance). Photographie, Galerie de l’Institut Culturel Roumain (Lisbonne, 2007), Landscapes, Musée des Beaux-Arts (Cluj Napoca, 2006), Sunday Dance. Photographie, Vonderau Museum (Fulda, 2005), Landscapes, Romanian Culture Week (Kunststation Kleinsassen, 2005), Untitled, Galleria BF 15 (Lyon, 2004), Exposition de photographies, Galerie La Bombe (Transylvania Express, Biennale Internationale 2003), Garden of Eden, mostra itinerante, Galerie de l’Office Nationale des Expositions Artexpo (Bucarest, 1999). Tra le collettive dell’ultimo decennio a cui ha partecipato: Prospettiva Cluj, Pastificio Cerere (Roma, 2023), SiamoMonadi SiamoNomadi, Tomav (Torre di Moresco, 2023), Le jour n’est pas si loin, Manifesta (Lyon, 2021), Icons for the end of the world, con Robert Bosisio, Spatiu Intact (Cluj-Napoca 2021), Les Partis pris d’Anne-Sarah Bénichou, Festival International du Livre et du Film d’art (Perpignan, 2021), Fake It, Spatiu Intact Paintbrush Factory (Cluj-Napoca, 2021), 2021 = 5, exposition anniversaire des 5 ans de la galerie, Galerie Anne-Sarah Bénichou (Paris, 2021), Térfélcsere, ICA-D (Dunaújváros, 2019), Exposition collective, Galerie D (Villa Park, 2017-2018), Life A User’s Manual, Art Encounters, Biennale d’Art Contemporain (Timisoara, 2017), Wasted Time, Art Capital – Visual Arts Festival and Biennale, Musée Ferenczy – ArtMill (Szentendre, 2016) e From mere abstract to almost figurative, Zorzini Gallery (Bucarest, 2015). Tra i premi vinti si ricordano il Grand Prix de Peinture (Académie des Beaux-Arts e Conseil Régional di Namur, 1992), il Premiul Anual L’Union des Artistes per la mostra Ecce Homo (Bucarest, 1992) e il Premiul Anual L’Union des Artistes per la mostra Garden of Eden (Bucarest, 1998). Accanto all’ampia attività creativa (documentata anche da articoli apparsi su varie quali come ArtPress, ArtForum, Artension, Beaux-Arts, Artribune, Espoarte, Revista Arta, Vogue e Haaretz), si accosta anche quella di organizzatore, produttore e curatore di grandi eventi con la Fundația Culturală Intact, con la Fabrica de Pensule e con lo SPAȚIU INTACT (progetto pilota della Fundația Intact) dove ha invitato anche figure internazionali come Ami Barak, Frank Demaegd, Klaus Obermeyer, Luc Tuymans, Michael Borremans, Matthias Weischer, Adel Abdessemed, Eric Baudelaire, Antonello Tolve, Hito Steyerl, ORLAN, Alfredo Pirri e molti altri. Nel 2017 ha cofondato il Centrul de Interes di cui è stato presidente fino al 2024. Sempre nel 2017 (e poi anche nell’edizione successiva del 2019) ha curato la Biennale de Jeune Création Européenne di Montrouge e Parigi. Nel 2021 è stato decorato con il titolo di Chevalier de L’Ordre des Arts et des Lettres dalla Repubblica Francese.
Antonello Tolve è titolare di Fenomenologia delle Arti Contemporanee all’Accademia di Belle Arti di Napoli e visiting professor alla Tangshan University e alla Wuhan University. Tra i suoi libri più recenti Me, MySelf and I (2019), Istruzione e Catastrofe (2019), Atmosfera (2019), Lamberto Pignotti (2020), I selfe therefore I am (2021), Antonio Passa (2022), Basilicata. Un racconto d’arte contemporanea (2023), Idea della pedagogia (2023), Tomaso Binga (2024) e Studi d’artista (2024), Florin Ștefan (2025) e Arte in Scena (2026). Dal 2017 è nel comitato scientifico di UMÁTICA. Revista sobre Creación y Análisis de la Imagen (Universidad de Málaga) e dal 2026 nell’Editorial Board del Journal of Global Arts Communication (Beijing University). Dal 2018 è direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dal 2022 curatore delle grandi mostre per il Museo Venanzo Crocetti di Roma. Dal 2025 è nel comitato scientifico della rivista Estetica. Studi e Ricerche, dal 2024 è nel Comitato Scientifico del Museo Internazionale della Grafica, dal 2021 è nel Comitato Scientifico della Fundacion Escultor Berrocal di Malaga.