La Fondazione Querini Stampalia è tra le più antiche istituzioni culturali italiane. Dal 1869 promuoviamo “il culto dei buoni studi, e delle utili discipline”, con lo sguardo curioso e la passione per il futuro.

Fondazione Querini Stampalia

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Dal 1869 promuoviamo “il culto dei buoni studi, e delle utili discipline”, con lo sguardo curioso e la passione per il futuro.

Hans Hartung. Due appuntamenti per il finissage

8 e 13 settembre 2026
Installation views of The Invisible Chord. Hans Hartung and Music at Querini
Stampalia Foundation, Venice.
©Photo: Tanguy Beurdeley. Courtesy of the
Hartung Bergman Foundation, Querini Stampalia Foundation and Perrotin.

 

In occasione del finissage della mostra The Invisible Chord. Hans Hartung and Music, la Fondazione Querini Stampalia insieme alla Fondazione Hartung-Bergman e Perrotin presentano due appuntamenti dedicati al dialogo tra pittura, musica e immagine in movimento.

 

Pittura e musica: convergenze, analogie, implicazioni filosofiche

8 settembre 2026, ore 18.30
Auditorium, Fondazione Querini Stampalia

 

L’incontro esplorerà temi quali il gesto, il ritmo, la forma e la risonanza, mettendo in dialogo storia dell’arte, musicologia e ricerca d’archivio.
Thomas Schlesser, Charlotte De Mille e Gianmario Borio approfondiranno il rapporto tra pittura e musica attraverso il processo creativo di Hans Hartung.
Introduzione di Cristiana Collu, Direttrice della Fondazione Querini Stampalia.
L’evento sarà arricchito da un intervento musicale della flautista Raphaëlle Rose.

L’incontro si terrà in lingua inglese.
Ingresso libero su prenotazione.

 
Thomas Schlesser
Thomas Schlesser è Direttore della Fondazione Hartung-Bergman, Professore presso l’École Polytechnique di Parigi e curatore della mostra The Invisible Chord. Hans Hartung and Music. Specialista di Gustave Courbet, al quale ha dedicato numerosi studi, è autore di saggi e biografie, tra cui L’art face à la censure (Beaux-Arts Éditions, 2011; nuova edizione 2019), L’Univers sans l’homme – Les arts contre l’anthropocentrisme (Hazan, 2016), Faire rêver – Du rêve des Lumières au cauchemar publicitaire (Gallimard, 2019) e Anna-Eva Bergman – Des vies lumineuses (Gallimard, 2022). È inoltre autore di documentari e curatore di mostre. Il suo romanzo Les Yeux de Mona gli è valso il riconoscimento di “Autore dell’anno” nel 2025.
Charlotte De Mille
Docente associata presso il Courtauld Institute of Art, dove cura anche il programma musicale della Courtauld Gallery, Charlotte De Mille è specialista nelle relazioni tra musica e arti visive dal XIX secolo a oggi, tema al quale ha dedicato numerose pubblicazioni. È autrice di Bergson in Britain: Philosophy and Modern Art 1890–1914 (Edinburgh University Press, 2023) e co-curatrice di The Bloomsbury Handbook to Music and Art (Bloomsbury, 2023). Insieme a Gianmario Borio dirige il progetto di ricerca Intersections Between Music and Visual Arts in Europe: 1950–2000.
Gianmario Borio
Gianmario Borio è Professore di Musicologia presso l’Università di Pavia e Direttore dell’Istituto per la Musica della Fondazione Giorgio Cini di Venezia. Nel 1999 ha ricevuto la Dent Medal della Royal Musical Association e nel 2021 il premio “Happy New Ears” della Fondazione Hans e Gertrud Zender per le sue pubblicazioni dedicate alla musica contemporanea. Nel 2013 è stato Distinguished Visiting Professor presso la Italian Academy for Advanced Studies in America. Dal 2013 è membro dell’Academia Europaea, dal 2016 membro corrispondente dell’American Musicological Society e dal 2019 Corresponding Fellow della British Academy. Dirige la collana Musical Cultures of the Twentieth Century (Routledge) e la rivista online Archival Notes. Le sue pubblicazioni affrontano numerosi aspetti della musica del Novecento, tra cui teoria ed estetica, contesto politico, esperienza audiovisiva, storia dei concetti musicali e teoria della forma musicale.
Cristiana Collu
Cristiana Collu, direttrice di museo e curatrice indipendente, da settembre 2024 è la Direttrice della Fondazione Querini Stampalia di Venezia. Ha diretto tra gli altri la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, il MART di Trento e Rovereto e il MAN di Nuoro. Laureata in Storia dell’arte all’Università di Cagliari, Phd all’Università Complutense di Madrid, ha insegnato presso l’Università La Sapienza di Roma, l’Università di Sassari, l’Università di Cagliari, l’Università di Trento e la LUISS Business School di Roma. Partecipa ad importanti commissioni, giurie e comitati scientifici come la Giuria Internazionale della Biennale di Venezia, 58a edizione, la Commissione Farnesina, il Tuwaiq ISS e il Riyadh Art Program in Arabia Saudita, la Quadriennale di Roma, il Premio TERNA e molti altri. Ha curato e ideato oltre 200 mostre e ha dedicato molti dei suoi progetti, della sua ricerca e dei suoi interessi alla sostenibilità, parità di genere, diversità e inclusione.
Raphaëlle Rose
Dopo sei anni di formazione musicale presso la Maîtrise de Radio France e una laurea in Musicologia alla Sorbona, Raphaëlle Rose ha intrapreso gli studi di flauto a Parigi. Ha poi proseguito la propria formazione nell’area parigina e a Strasburgo, fino a conseguire un Master in interpretazione musicale presso la Hochschule für Musik di Dresda. Vive a Dresda, città nella quale Hans Hartung studiò e visse per dieci anni, dove svolge regolarmente attività concertistica con orchestre tedesche e insegna. Ha sviluppato un particolare interesse per il rapporto tra l’artista e la musica, anche in ragione delle sue origini a Lipsia, città del suo compositore prediletto, Bach, la cui musica permea profondamente la sua pratica creativa. Ha tenuto tre concerti nell’ambito dei simposi organizzati dalla Fondazione Hartung-Bergman, ciascuno concepito in relazione ai temi dell’evento e all’opera di Hartung. Ha inoltre preso parte al documentario A Cosmic Symphony: Hartung and Music, presentato nell’ambito della mostra alla Fondazione Querini Stampalia.

 

Tre sguardi su Hans Hartung

13 settembre 2026, ore 10 – 18
Auditorium, Fondazione Querini Stampalia


Una giornata dedicata alla proiezione di tre documentari, che offrono altrettante prospettive sull’universo di Hans Hartung: dalla sua vita e dal percorso umano e artistico al dialogo con Mark Rothko, fino al contesto culturale e storico del secondo dopoguerra che ha segnato la sua generazione.
Come per tutta la durata della mostra, i mediatori culturali saranno presenti nelle sale per accompagnare il pubblico nella visita e offrire strumenti di approfondimento sul percorso espositivo.

 

Hans Hartung, A Passion for Painting
Francese | sottotitoli in inglese | 52 min
Il documentario ripercorre la straordinaria vicenda umana di Hans Hartung: dagli anni della giovinezza in Germania e dall’impegno contro il nazismo, che gli costò la perdita di una gamba, fino all’affermazione come protagonista dell’arte astratta. Attraverso materiali d’archivio, estratti dei suoi scritti e un’immersione nel suo atelier di Antibes, il film restituisce il ritratto di una vita segnata da grandi difficoltà e da una successiva straordinaria stagione creativa. Il documentario esplora inoltre la costante tensione sperimentale della sua ricerca, il profondo legame con la natura e il cosmo e la relazione, artistica e personale, con Anna-Eva Bergman.
Rothko–Hartung: Colours and Cataclysms
Francese | sottotitoli in inglese | 34 min | 2022
Sul fondo della competizione tra Europa e Stati Uniti per la leadership artistica nel secondo dopoguerra, questo documentario racconta il poco noto ma straordinariamente fecondo rapporto tra Mark Rothko e Hans Hartung. Dal loro primo incontro, nel 1950, nacque un intenso dialogo artistico alimentato da reciproca stima e continua emulazione creativa. Attraverso questa prospettiva, il film mostra come il loro confronto abbia dato origine a opere monumentali e metafisiche, offrendo una nuova lettura della storia della pittura del Novecento.
The New School of Paris
Francese | sottotitoli in inglese | 52 min
Realizzato in occasione della mostra collettiva The New School of Paris Through Its Pioneering Women (1945–1964), presentata da Perrotin New York nel 2024, questo documentario ripercorre la vicenda della ‘Nuova Scuola di Parigi’, intesa non come un movimento unitario ma come un momento di straordinaria vitalità artistica. Riunendo un gruppo cosmopolita di artisti astratti, il film mette in evidenza la pluralità di linguaggi che hanno contribuito a definire l’astrazione del secondo dopoguerra. Particolare attenzione è dedicata al ruolo decisivo, sebbene spesso trascurato, delle galleriste e delle critiche d’arte, il cui impegno e la cui visione furono determinanti nel sostenere questi artisti. Attraverso materiali d’archivio e approfondimenti storici, il documentario offre una rilettura di questo cruciale periodo artistico e del suo progressivo processo di marginalizzazione sulla scena internazionale.