La Fondazione Querini Stampalia è tra le più antiche istituzioni culturali italiane. Dal 1869 promuoviamo “il culto dei buoni studi, e delle utili discipline”, con lo sguardo curioso e la passione per il futuro.

Il nuovo sito xe drio rivar

Fondazione Querini Stampalia

Dal 1869 promuoviamo “il culto dei buoni studi, e delle utili discipline”, con lo sguardo curioso e la passione per il futuro.

Possible Infinities. Pier Alfeo

Opening giovedì 16 ottobre, ore 18

Possible Infinities intreccia in un’unica trama musica, arti visive, architettura e tecnologie innovative, creando un’esperienza immersiva e multisensoriale che esplora il delicato equilibrio tra il mondo naturale e quello digitale.

Nel cuore del Giardino di Carlo Scarpa, un luogo già di per sé poetico e intriso di storia, prende vita l’opera site specific di Pier Alfeo, secondo capitolo della Serie Biomimesi (2/7). L’installazione sonora multi-canale, liberamente ispirata alla composizione “A Carlo Scarpa, architetto, ai suoi infiniti possibili” del Maestro Luigi Nono, si apre come un ponte tra le geometrie dello spazio, le vibrazioni musicali e le forme di vita ancora da scoprire.

Pier Alfeo è un artista sonoro e transmediale. La sua pratica abbraccia installazioni sonore, composizioni di musica elettronica, esperienze immersive e opere visive. Attraverso il suo lavoro, indaga l’intensa relazione tra esseri umani, natura e tecnologia. Le sue opere mettono in tensione la ripetitività dei sistemi meccanico-algoritmici con l’imprevedibilità del caos, generando nuove configurazioni di significato.

La Serie Biomimesi, di cui l’opera presentata alla Querini Stampalia fa parte, è composta da creature/sculture ibride, risultato di studi informatici su partiture musicali. Strutture tecnologiche sensibili, nuovi corpi che risuonano al proprio codice della vita. L’energia che le attraversa richiama il comportamento della Selaginella (anche nota come falsa Rosa di Gerico), una pianta del deserto capace di disidratarsi completamente e rimanere in stato dormiente per lunghi periodi, per poi tornare in vita con poche gocce d’acqua. Come lei, l’opera si anima, si ritrae e rinasce, incarnando un ciclo perpetuo di trasformazione. Possible Infinities riflette sulle dinamiche di tecnoibridazione e iperconnettività della società contemporanea, dando forma a una creatura collettiva in bilico tra natura e macchina.

Possible Infinities, visibile dal 17 ottobre al 30 novembre 2025 nel Giardino di Carlo Scarpa alla Fondazione Querini Stampalia, si inserisce come evento collaterale nel programma dell’ottava edizione del Festival Luigi Nono, che si tiene a Venezia dal 2 ottobre al 29 novembre ed è intitolato Frammenti. Organizzato dalla Fondazione Archivio Luigi Nono, il Festival rappresenta un importante progetto interdisciplinare volto a valorizzare l’eredità del celebre compositore attraverso un dialogo tra musica, arti visive, installazioni e performance.

L’inaugurazione, giovedì 16 ottobre alle ore 18 è preceduta da due momenti di approfondimento sul tema Filosofia e pensiero critico nell’era digitale (ore 10 e ore 17) con Nicola Donti, docente universitario di Filosofia e Teorie del Linguaggio, e inseriti nel programma del BAIFF – Burano Artificial Intelligence Film Festival, ospitato alla Querini Stampalia dal 14 al 17 ottobre. Filosofo e for-matore per aziende e istituzioni, Donti condividerà riflessioni sull’impatto della tecnologia e dell’intelligenza artificiale sulla cultura e sull’educazione, promuovendo il valore del pensiero critico come bussola nella società digitale.

 

La Serie Biomimesi e la tecnologia alla base di Possible Infinities
La Serie Biomimesi, di cui Possible Infinities rappresenta il secondo capitolo, esplora composizioni di autori che hanno lasciato questo mondo o che si sono trasformati in forme lontane dalla nostra comprensione. Le opere nascono da partiture musicali, ma si evolvono in sculture sonore ibride, alimentate da sistemi algoritmici avanzati.

Cuore tecnologico della serie è un framework chiamato MCDSBA (Markov Chain Driven Structural Blooming Algorithms), co-sviluppato da Pier Alfeo insieme allo studente neolaureato Francesco Vitucci, nel corso della docenza di Multimedialità (Anno Accademico 2023/2024) presso la scuola di Musica Elettronica, coordinata dal M° Francesco Scagliola, del Conservatorio “N. Piccinni” di Bari. Questo sistema trasforma partiture musicali in grafi tridimensionali, da cui si generano nuove sequenze sonore coerenti con l’armonia originale.

L’algoritmo si basa su catene di Markov, in grado di analizzare la memoria delle note su intervalli successivi, catturando le intenzioni del compositore attraverso modelli probabilistici. Tuttavia, non si tratta di una semplice ricostruzione: l’obiettivo è una trasformazione profonda, simile a una reincarnazione musicale. Il processo include trasformazioni multilivello capaci di generare strutture che risuonano sia a livello micro che macro. Le partiture diventano corpi sonori viventi, organizzati secondo logiche matematiche ma dotati di sensibilità organica.

Il progetto è stato realizzato anche grazie al prezioso contributo di diversi partner e sostenitori: i finanziatori Antonio Messina (Sanitanova Srl) e Luigi Battista (Caffè Bristol Battista); Francesco Vitucci, co-sviluppatore MCBSBA; le aziende Carenza Colori Srl (fornitura vernici), 3DP Servizi (stampa 3D) ed Euroalluminio; Mino Annunziata, per la trascrizione della partitura “Luigi Nono – A Carlo Scarpa architetto ai suoi infiniti possibili”; Federico Gentile, per la modellazione 3D; Valerio Pesci, per i render 3D.
Pier Alfeo, nato a Molfetta nel 1985, dove vive e lavora, è un artista e compositore la cui pratica esplora l’intensa relazione tra esseri umani, natura e tecnologia nella società contemporanea. Attra-verso installazioni transmediali, sculture sonore e composizioni musicali elettroniche, Alfeo mette in tensione la ripetitività dei sistemi di automazione meccanico-algoritmica con l’imprevedibilità del caos.
Questa dialettica produce una frattura nella regolarità dei sistemi seriali, che vengono così interrotti e decostruiti dall’interno, generando nuove configurazioni di senso. In questi processi, il suono as-sume un ruolo organico, agendo al contempo come elemento destabilizzante e curativo, e manife-standosi con una carica espressiva irregolare e vitale.
Negli anni, Alfeo si è dedicato a opere che promuovono una visione autentica e profonda della colla-borazione tra esseri umani e non umani, immaginando forme alternative di coesistenza e interazione.